LA GENTE PECORA

LA GENTE PECORA
Lettura boomer
Poesia di nostri tempi, di nostri cari, poesia sulle bestie a noi animali. Geminello Alvi.

La gente pecora,

ché non impecorasse,

saremmo un po’tutti impecoratati,

se non pecorari

incapaci di perorare le cause del popolo

e periremmo non essendo peronisti,

ma peronisti bevitori di Peroni gelate al sole,

gelati al sole,

spiritati come spiriti di pirati impiratati a pecora

e ricottari innamorati.

La gente pecora,

ché non pecorasse,

verrebbe impecorata da impecoratati indemoniati,

indenominati e monotematici piemontesi antipatici,

distesi su li monti con li pied‘ignudi,

le mani sporche di cielo grigio e le orecchie impiastricciate di biada per cavalli, ghiaia per cammelli e disgrazie d’oltretomba.

Un po’ così,

giusto per non dimenticare

cattedrali di bicchieri da lavare

e mucchi di uomini ammassati nel lavandino,

piscina del bambino che grattugia il pecorino sulla pasta,

pesta il pesto per il sugo.

Spezzatino di gufo,

gufo marxista marinato all’acqua santa,

spolverata di Demonio.

Onore al Demanio,

di mano in mano,

di marmo in marmo,

di marmo in mare,

di mare in tempesta,

di tempesta in terra,

di terra in cielo,

di cielo in… diccelo! Tu, maledetto assassino,

Onassis di Ciampino,

che non ti lanci giù da un treno,

ma lo fermi con la forza del pensiero,

o’ cugino agricoltore,

cognato e senatore, quale onore,

Onorevole, e fedele alla linea,

linea gotica e frigida

per nostro cuggino Lollobrigida.

Una spinta di cammello

giù per il sentiero che porta verso sera

un verso di lamentela,

e allora mi verso n’ombra di Barbera,

rosso e buio come il mestruo di una chimera,

chimera brasiliana,

scambiata per un lampione

di sotto le bianche coperte della notte,

macchiate di sangue che si spande

non per omicidio,

ma per coito impreciso, impacciato,

indeciso, inarcato,

narciso,

gemello di sé stesso,

di pensiero alveare,

alveare di cervello,

di cervello in anima,

d’anima in penna,

di penna in pennello,

di pennello in pena per un pene,

indelebile pennarello d’amore sulle piastrelle in porcellana, lezza porcellana, vespasiano d’autogrill.

1
Mutande in pizzo capezzoli duri
2
COSÌ PARLÒ GRETA THUNBERG
3
ALLA FINE DEL SECOLO LA RAZZA BIANCA NON ESISTERÀ PIÙ
4
ODE A PALERMO ARCHEOFUTURISTA
5
Mi Ami 2026 - Il Grande Piano

Gruppo MAGOG

Blanco: perorazione della (auto)distruzione
Mattualità

Blanco: perorazione della (auto)distruzione

@blanchitobebe did nothing wrong
3 anni
Connessioni con Satoshi Nakamoto
Connessioni

Connessioni con Satoshi Nakamoto

A volte l'esito più divertente è anche il più probabile.
1 anno
LEVATEVI DALLA TESTA QUESTO CAZZO DI HEIDEGGER
Psicopolitica

LEVATEVI DALLA TESTA QUESTO CAZZO DI HEIDEGGER

Avvertenza: questo articolo segue la linea del Mattiussi del Veleno Kantiano, ma meglio. Perché il nostro obiettivo primario non sono solo tutti gli heideggeriani, MA anche Heidegger stesso e, come il gesuita, di Heidegger abbiamo letto ben poco. Mica abbiamo tempo da perdere, noi dobbiamo cambiare il mondo!
3 anni
Primordiale violenza antropologica
Psicopolitica

Primordiale violenza antropologica

Maranza violenti, maranza squadristi, squadristi violenti... Umani violenti?
1 anno
Vaeva - I pionieri del grandangolo
Connessioni

Vaeva - I pionieri del grandangolo

Un’intervista ai Vaeva che è più di una chiacchierata musicale: è un ritratto generazionale. Tra viralità, YouTube, band vs solisti, provincia, vent’anni e fuoco interiore, emerge una band che rifiuta le scorciatoie e rivendica il fare musica come atto collettivo, concreto e ostinato. Dal Bar Doria alla Brianza, dal Minecraft al Mi Ami, i Vaeva raccontano cosa significa crescere oggi senza spegnersi.
4 mesi